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IL VIAGGIO DEL "NOUS"

... ed il tentativo errante della sua espressione.
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Benvenuto nel viaggio del NOUS.

Tutto il materiale fotografico in questo blog è protetto da Copyright ©.

Photo 1 of 1
3/17/2008

Saint Patrick 2008

 

Uno degli aspetti che più colpisce leggendo le biografie del Santo, alcune leggendarie e fantasiose, altre più verosimili e credibili, è la sua grande propensione agli spostamenti, al viaggio. Nato in Scozia, cresce in Irlanda come schiavo, fugge poi in Francia, arriva in Italia per tornare in Irlanda; Attraversa in lungo e in largo tutta l'Isola portando il messaggio del Vangelo e lasciando a testimonianza del suo passaggio folle di nuovi cristiani, monasteri e chiese. Una delle più belle "opere" che la tradizione attribuisce al Santo è senza dubbio la Benedizione del Viaggiatore Irlandese.

May the road rise to meet you,
may the wind be always at your back,
may the sun shine warm upon your face,
and the rains fall soft upon your fields and,
until we meet again,
may God hold you in the palm of His hand.

Sia la strada al tuo fianco,
il vento sempre alle tue spalle,
che il sole splenda caldo sul tuo viso,
e la pioggia cada dolce nei campi attorno e,
finché non ci incontreremo di nuovo,
possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano

2/4/2008

IRLANDA 2007

 
irish-shamrock-5 
 
Finalmente ci sono riuscito! Irlanda coast to coast e Irlanda all around. Da nord a sud, da est a ovest, la verdissima isola non ha più segreti. O anzi, ce l'ha, ma ora li condivide anche con me. Ecco qui una selezione dei luoghi più magici e incantevoli che con Lieze ho visitato e vissuto nel Novembre dell'anno scorso.
 
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Wicklow Way
 
wicklow map   0117
 

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Kilkenny City
 
kilkenny   0011
 
0138    0142

 

 
 

 

12/26/2007

Natale e "v"alori

 

60 milioni di € spesi per regali natalizi. Con 40 milioni si sfamerebbe tutta l'Africa indigente per un anno! Ecco uno dei valori propugnati dal natale occidentale.

 

Ma rimane comunque una ricorrenza illuminante, capace di chiarire, a chi è in grado di capire, la futilità di molte cose. Tra queste annovero l'amicizia: spesso flebile. Più spesso inutile. 

santa frankarr

 
9/5/2007

Un sogno "race" !!!

 

Honda Civic Type R

2000 aspirato 

201 cv

 
11 anni ad aspettarla, sembra proprio che i giapponesi l'abbiano pensata per me. Wauhh che goduria guidarla. Non ha limiti: spinta ai bassi, erogazione interminabile. Anche il Ktm si è ingelosito. Meno male che li ho messi insieme in convivenza forzata
 
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0015
 
E dentro? Un'astronave da competizione !!!
 
 
Yepppppp ...
 
 
Ora un po' di video per ostentare le capacità di questa "vettura" Animoticon :
 
 
 
8/24/2007

Che bella domenica!

 
Era da tempo che non trascorrevo una giornata così "catartica".
Io e le mie montagne!
Sento ancora l'ossigeno dilatarmi i polmoni ...
che siano davvero questi gli ultimi legami col mio presente?
 
 
 
  
 
8/20/2007

Santo Stefano

 
Ecco una delle selezione delle foto più belle del mio viaggio in Sardegna, precisamente nel villaggio Valtur sull'isola di Santo Stefano, acquistata per metà dalla stessa Valtur e sulla quale è presente unicamente il villaggio unitamente ad una base NATO Sarcastico (sull'altra parte dell'isolotto) che, assicurano, "presto sara dismessa ..." Comunque l'isola è fantastica, ed è dislocata a due "passi" (beh sarebbe meglio dire bracciate) da Porto Cervo, con un mare degno della sua fama.
  
 
Qui siamo sul traghetto Civitavecchia - Golfo Aranci.
All'arrivo un gruppo di famelici gabbiani ci ha scortati al porto.

 
 
 Qui ci siamo appena imbarcati da Palau per Santo Stefano.

 
 
Questa è una vista notturna di Palau da Santo Stefano.

 
 
La rigogliosa natura dell'isola.

 
 
Lì in fondo d'è Porto Cervo.

 
 
Questa è la baia dell'isola: qui ci facevamo il bagno!

 
 
Una delle piccole calette disseminate sull'isola.

 
 
Questa foto si commenta da sola ... A bocca aperta
 
 
 
La mia preferita: tramonto sul golfo.

 
 
L'illuminazione notturna è molto caratteristica.

 
 
Ah scusatemi, era questa la mia preferita Animoticon
 
 
 
 
Illuminazione notturna del villaggio. 

 
 
La spiaggia del villaggio. 

 
 
Il tramonto durante il viaggio di ritorno. 

 
 
Ibidem.

 
 
La solarizzazione del sole.

 
 
Ho rischiato la vita per scattare questa foto.
Di colpo, dopo 10 ore di navigazione Golfo Aranci - Civitavecchia, 5 ore di auto Civitavecchia - Potenza, arriviamo alle 6.30 circa di mattina quasi all'uscita per Potenza.
Di colpo mi appare l'alba infuocata sullo sfondo dell'autostrada.
Apro il finestrino di guida e scatto una foto a 130 km/h.
Meno male che non c'era nessuno sull'alra corsia!

 
 
E questo è il risultato. 

 
 

7/24/2007

Povera patria !!!

 
Questo video non avrebbe bisogno di alcun commento,
se non fosse ... non fosse che è reale.
Sconcertante!
 
... apriamo i nostri occhi ...
 
   
5/8/2007

Reflection time ... useless wasted-time

 
"Il Viaggio del Nous" è passato attraverso un lungo periodo di silenzio, silenzio derivato da quello che senza troppe difficoltà posso definire uno dei pochissimi punti liminali della mia esistenza. Un punto di svolta agognato, raggiunto, il cui risultato ha provocato un effetto che è andato ben oltre le mie capacità di comprensione e gestione pratica della fenomenologia causa-effetto. In una percezione anacronistica della mia vita, mi sembra di esser tornato indietro, in quella stessa condizione di sensibilità amplificata che mi portò a concepire questo blog. Il Nous, l'anima del mondo, e la sua espressione. Purtroppo, e molto duramente, quell'affascinante filosofia, che tanto stimolava il mio interesse quando questo blog prese forma, ha violentemente impattato con una filosofia ben più spicciola, e decisamente più pragmatica, e ancor più diffusa, l'anima dell'uomo. Lo shock è stato intenso, troppo ho studiato, e poco compreso. Lungi dal raggiungere la "Grande Opera", dagli alchimisti tanto agognata, non mi sono neanche avvicinato alla pietra filosofale, tantomeno all'elisir di lunga vita. A mala pena ho compreso una cosa, come la delusione, copulando con l'indifferenza verso la passione della vita, possa annichilire ogni ideale, anche il più saldo, avvilire ogni passione, anche la più accesa. E la "Leggenda Personale" si trasforma, così, in cronaca collettiva, giorno dopo giorno forgiata dall'inutilità del pensiero e dalla forza della parola fatica. A fronte di tutto ciò, anche i pilastri del Nous tremano e si sgretolano. Il nichilismo lo mina alle basi, l'individualismo l'annienta, l'entropia dilaga. Ma dopo tutta questa insulsa congerie di poco utili forbitezze linguistiche, infarcite di amena filosofia, ancora una cosa mi rallegra, ancora una cosa mi sostiene, ancora una cosa mi da ragione di credere nel mio presente, senza rinnegare il passato, o rifuggire il futuro ... ... ... ho ancora la forza di dire stronzate, con passione e convinzione! 
 
Fabio  
 
  
12/16/2006

Perle di saggezza ... perduta.

 
Un mondo insoddisfatto, ci circonda. Lamentele, lagnanze, rimostranze ovunque: qui non c'è un cazzo da fare, quello è un coglione. il governo fa cagare, non c'è mai parcheggio, che noia l'esistenza, che angoscia stasera, che palle sta cosa, che depressione la vita ... l'accidia umana non ha limiti ... volutamente e vanagloriosamente. E' l'ignavia la qualità che regna l'uomo moderno (occidentale). Una insoddisfazione mossa dalla mancanza di volontà nel prendere coscienza che la ragione precipua di tale scontentezza è unicamente l'impossibilità di carpire, comprendere e di conseguenza gustare il lirismo della vita, in altra forma, il sentimento della stessa. "Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia" diceva Allen Ginsberg sessan'anni fa, ai tempi nostri io parafraserei, ho visto le peggiori menti della mia generazioni decomposte dall'accidia, sì le peggiori, perché le migliori hanno finalmente imparato. Hanno fatto bagaglio di un grande lascito di cui più volte viene pomposamente, e spropositamente, chiamato in causa il significante, ma di cui il significato è divenuto sempre più incomprensibile, traslando il referente in altro ambito semantico. Parlo della Saggezza, prodotto diretto di tale qualità è la capacità lirica di vivere la vita. Il sentimento con cui si gusta o si disgusta ciò che ci circonda, quella miscela spazio-temporale che noi chiamiamo mondo. Beh io so di essere a metà strada: conosco la strada, ma ho perso la direzione. Ed eccomi vivere in un limbo, colpevole originariamente, ma incosciente di esserlo; costantemente minacciato come Damocle, ma come Prometeo fiducioso di poter rubare l'illuminazione ... ancora una volta. “Oggi la gente conosce il prezzo di tutte le cose ma ne ignora il valore” scriveva Oscar Wilde. Personalmente so di non conoscere molti valori, ma sicuramente ignoro molti prezzi.
 
Fabio
 
12/1/2006

Giornata mondiale contro l'AIDS

 
Una giornata mondiale contro un problema che sembra non taccare più (se l'ha mai fatto) profondamente l'animo di noi "Occidentali", sempre tronfi di noi stessi! Spero che serva almeno a smuovere un po' i portafogli.
 
      
 
11/30/2006

Hamlet - Shakespeare

 
Se non mi fosse vietato desriverti i segreti della mia prigione

 
potrei narrarti una storia la cui parola più lieve ti strazierebbe l'anima.
  
 
 
11/29/2006

Indefinableness RAGE ... forever ! ! !

 
Ah ah ah destiny! Bad Choice!
 
 
RAGE - RAGE - RAGE
 
INDEFINABLEMESS RAGE
 
 
KILL 'M ALL, 'M ALL, 'M ALLLLLLLLLLLLLLL
 
 
 http://www.musicforte.com/uploaded_files/musicians/CutlassPete/images/Fire-Water.JPG
 
11/20/2006

Tutto a puttAne! Ma vaF...anculo mondo !!!

Neanche fottute 48 ore per godermela, dico neanche due giorni e tutto a puttane!!! MA VAFFANCULO A TUTTO! Io vorrei sapere se in un sistema basato su quello che volete, sia esso Dio, Buddha, Brahman o Nous, è prevista una sorta di giustezza/giustizia. No davvero, perché mi sembra proprio che nel mio caso sia una vaffanculo di lotta continua con il mondo. Ok, mi sono sempre definito un fighter, e la stessa cosa chi mi conosce bene ha sempre detto di me, ma porca puttana ci deve pur essere una fottuta tregua! Che cazzo la Guerra dei Cent'anni è finita da quasi sei fottutissimi secoli! Ed invece no. Sette fottuti anni a buttare l'anima per una cazzo di università fatta e pensata per vessare gli alunni e divinizzare i professori. Sette fottuti anni di sacrifici, di mesi interi a non uscire per preparare un vaffanculissimo esame di merda. Sette anni a passare estati con fottutissimi libri sull’asciugamano perché a settembre c’erano gli appelli del cazzo. Sette anni a trovarmi addirittura a prediligere a volte forzatamente la lettura ad una sana scopata. Sette anni ad ammalarmi per mantenere la media del 29. Sette anni a sopportare i soprusi, il terrorismo psicologico e le vessazioni dei mitomani assistenti del cazzo. Tutto questo per un solo fottutissimo motivo. Un unico e solo fottutissimo motivo. Finire coerentemente quello che avevo iniziato e  che soprattutto mi piaceva: cercare di imparare quello che è possibile insegnare per poi poter apprendere quello che invece non può essere insegnato da nessun insegnante del cazzo. In un'unica parola, sapienza, che non è solo conoscenza!

 

E poi arriva il giorno in cui sono chiamato a raccogliere i frutti del mio seminato, ottima semina, ottimi frutti. Cazzo che fottuta felicità. Non poteva essere differente, non DOVEVA essere differente, perché fottutamente meritato fino all’ultimo. Cazzo so proud of myself, così orgogliosi quei pochi che avevano il diritto di esserlo, invidia dilagante altrove. Ed eccomi pronto a chiudere IL capitolo alla grande, un capitolo inframezzato da una marea di traversie, vere, a volte vere e proprie tragedie. Ed eccoci a tirare fino alla fine. Ecco a mostrare abnegazione e stacanovismo, the fighter mood! Finito, concluso guerra terminata, ed eccomi pronto a godermi il meritatissimo riposo, eccomi pronto a partire per l'Irlanda, nazione che amo tantissimo. Ecco il mio regalo, fatto con tutto cuore da Lieze, un meraviglioso viaggio di due settimane in Irlanda e Scozia con lei. Organizzato nei minimi dettagli, noleggiata già la macchina, prenotato già un ostello al centro di Dublino. Un viaggio voluto e anelato da mesi fino all'ultimo momento. Ore passate a pianificare il nostro dreaming trip, un sogno che si sarebbe potuto e DOVUTO avverare domani. O mio dio quando eravamo eccitati (o mio dio che rabbia ora!). Una grande occasione, Lieze aveva programmato le ferie per questo periodo, io aveva addirittura avuto il nullaosta da mio padre! E poi, minchia un altro regalo meraviglioso. Mia madre mi porta bendato fino in periferia e mi sbenda di fronte ad uno stallone purosangue nero corvino, dicendomi: "Se lo vuoi e tuo, fai un corso di equitazione e poi decidi". Nessuno può immaginarsi la mia contentezza, neanche io potevo! Cazzo, volevo un cavallo da un decennio, e ... dopo tanto tempo era lì, a portata di mano se lo volevo. E lo volevo! Così eccitato prendo un appuntamento con l'addestratore, giovedì pomeriggio alle tre. Già cavalcato, eccitato ma sicuro di me stesso, su in sella allo stallone. Minchia già potevo cavalcarlo. L'istruttore mi diceva: "bravo, ti vedo molto sicuro". Mi fermo al centro del recinto d’allenamento, passa in quel momento un escavatore, trema la terra, il cavallo s’infuria repentinamente, s’alza sulle zampe posteriori, mantengo la presa, si abbassa violentemente col garrese e da un contraccolpo con il posteriore, scaraventandomi a catapulta contro la staccionata di legno a me prospiciente. Sbatto con il lato destro della faccia, poi della testa, poi dello sterno ed infine con la gamba destra. Risultato: trauma cranico, 5° costa fratturata, la 6° con frattura scomposta, caviglia destra slogata, e tutto un repertorio di fantastiche escoriazioni, lacerazioni e lividi.

 

Quello che sarebbe dovuto essere il regalo più bello, più sentito, più sofferto è diventato sofferenza fisica e morale che non si è limitata solo a questo, ma all’inficiare quello che sarebbe dovuto essere il regalo di Lieze (il viaggio ormai perso irreparabilmente ed non più ripetibile), e non bastando ad ottundere completamente e repentinamente la gioia estrema per l’obbiettivo raggiunto. Questa non è sfortuna, questa è la sorte che infierisce con chi, e lo dico chiaramente per la prima volta in vita mia, ha sofferto già troppo ed ingiustamente. Ah, ah, ah “poteva andare peggio” mi dicono. Si ci potevo rimanere, ma porca puttana poteva anche andare meglio. Perché mischia deve sempre andare ‘peggio’? Qualcuno mi spieghi questa faticismo inutile! Potevo anche cadere, slogarmi una sfottuta caviglia, dire a quel coglione dell’istruttore “la prossima volta che mi metti un cavallo nervoso sotto il culo, ti schiaffo le redini in culo” e tornarmene a casa e farmi il mio bel massaggio balinese, anch’esso regalo perso (sic!), pensando a quando poteva andare PEGGIO!!! Frasi di circostanza del cazzo! Tutto a puttane! Dico tutto. Regalo di mia madre, regalo di Lieze, regalo dei genitori di Lieze, pranzo con i parenti, festa con gli amici; ma soprattutto andato grandiosamente a puttane la gioia di un momento irripetibile, anelato da sette anni, e ora andato perduto per sempre! Pessimismo mi dicono? Col doppio cazzo! Anzi mettiamocene anche tre di cazzi belli grossi. Questo si chiama sfottuto realismo, farcito da stoicismo e rassegnazione, e una punta (da iceberg) di aberrazione per il mondo! (ma vaffanculo esageriamo pure co sti cazzi di punti esclamativi !!!!!!!!!!!!!!!) Realismo del cazzo è!

 

11/14/2006

Mi chiamavano 1.1.0. & L.O.D.E.

 
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Quando ce vò, ce vò un po' di ostentazione.
 
Ragazzi, laureato in Lingue e Letterature Straniere con, udite udite:
 
 
L'immagine “http://web.tiscali.it/110elode/110.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
 
 
L'immagine “http://www.assesempione.com/assesempione/images/110_e_lode.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Penso che lo realizzerò solo tra un anno! L'immagine “http://www.assesempione.com/assesempione/images/110_e_lode.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
 
 
 
 
8/12/2006

Costiera amalfitana

Amalfi

Positano

Punta Campanella

Sorrento

7/27/2006

The Family Guy (alias The Griffin)

Ragazzi che spasso i Griffin, sono diventati una droga peggio dei Simpson. Una comicità tanto demenziale da divenire addirittura alienante. Girando sulla rete ho trovato un po' di video divertenti, guradatevi questo sulla nascita della piccola peste, è esilarante:
 
  
7/11/2006

Mondiali 2006: Campioni del Mondo!

 

 
Cosa dire oltre che CAMPIONI DEL MONDO ?!? Era dai mondiali del '90 che non sentivo così forte il sentimento d'appartenza alla "razza dei tifosi italiani" e pur non essendo proprio un tifoso di calcio devo ammetterlo ... è stata una gran bell'esperienza!
 

 
La galleria in questione contiene le foto delle sfilate inerenti le vittorie dei quarti di finale contro l'Ucraina, delle semifinali contro la Germania e delle finali contro la povera (ih ih ih) Francia. Partite viste rispettivamente a casa di Rocco, a casa mia e a casa di Maria con la solita "cricca" ben (e bel ...) rappresentata nella galleria fotografica. E questa volta c'è una novità in più, i video delle sfilate per la vittoria della semifinale e della finale:
 

Semifinale (mpg, 16mb)

Finale 1_4 (mp4, 7mb)

Finale 2_4 (mp4, 12mb)

Finale 3_4 (mp4, 2mb)

Finale 4_4 (mp4, 1mb)

 

Buona visione!

 
7/4/2006

Modding che passione !!!

 
 
Ragazzi non ce l'ha faccio proprio. Se vedo qualcosa che s'illumina, luccica, si colora, si muove, dondola e così via, io ce l'ha metto dentro! Ed ecco che non ho potuto resistere alla tentazione di inserire le nuove ventoline arcobaleno affiancandole alle memoria Corsair stile "kit-supercar" ed il DPS (dual power system) a led lampeggianti. Spero solo di resitire alla tentazione di sostituire lo speaker interno con le "trombe sonore stile mondiali" !!!
 
 
6/15/2006

1 ANNO ON-LINE !!!

 

 

E chi lo pensava che questo blog sarebbe sopravvissuto tutto un anno. Iniziato per curiosità, con diversi interventi sul mio viaggio in Irlanda (di cui ripropongo la primissima galleria), è diventato uno sfizio, poi un vizio ed infine una gran compagnia. Ed ecco che ora:
 
"Il Viaggio del NOUS"
 
compie il suo primo anno di vita !!!
 
 
 
 
E dopo un anno l'idea si ripropone così come era nata: creare uno spazio personale, più o meno privato, sul quale raccontare le mie esperienze di viaggio (nel senso più lato della parola) attraverso un cospicuo contributo fotografico spesso inframmezate da riflessioni personali ed a-sides divertenti. Questa era l'dea di partenza e questo è rimasto il "core" del Nous: un viaggio alla ricerca dell'anima del mondo.
 
 
 
6/2/2006

Festa della "Repubblica"

 
Oggi, 2 giugno 2006, ricorre il 60° anniversario della costituzione della repubblica italiana a seguito dei risultati del "Referendum Istituzionale" indetto il 2 giugno 1946 per scegliere fra Monarchia e Repubblica che ricordiamolo fu vinto per una piccola percentuale (4%) dai sostenitori del sistema repubblicano.
 
LA STORIA DELLA FESTA NAZIONALE
 
Il 2 giugno 1946, a seguito dei risultati del "Referendum Istituzionale" indetto per scegliere fra Monarchia e Repubblica, l'Italia diveniva una Repubblica. La "Festa Nazionale", uno dei simboli del nuovo Stato è, dal 1948, un appuntamento solennizzato con la sfilata di reparti delle Forze Armate.
 
Seguiamone le vicende principali.
 
Nel giugno 1948, via dei Fori Imperiali a Roma, ospitò la prima parata militare della Repubblica. Nel 1949 con l'ingresso dell'Italia nella NATO, se ne svolsero 10 contemporaneamente in altrettante città, tra cui Pordenone, Latina e L'Aquila. Nel 1950, per la prima volta la parata fu inserita fra le celebrazioni per la Festa della Repubblica e, nel 1961, centenario dell'Unità, si svolse anche a Torino e Firenze, prime capitali dell'Italia unita. La morte di Papa Giovanni XXIII fece slittare l'edizione del 1963 al 4 novembre. Nel 1965, per celebrare il Cinquantenario dell'entrata dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, sfilò anche un Gruppo Bandiere composto dai vessilli delle Unità disciolte che avevano preso parte alla Grande Guerra. Tali Bandiere, custodite nel Sacrario del Vittoriano, vennero poste al Comando del Colonnello Alberto Li Gobbi, Medaglia d'Oro al Valor Militare della Seconda Guerra Mondiale. La contestazione dei primi anni Settanta non turbò il regolare svolgimento della parata che fu sospesa soltanto nel 1976 per il terremoto del Friuli e sostituita da una deposizione di corona al Milite Ignoto. L'edizione dell'anno precedente intanto, tenuta nel trentennale della fine della Seconda Guerra Mondiale, aveva visto l'introduzione nella struttura della parata dei gruppi bandiera delle formazioni, regolari e non, che avevano partecipato alla Guerra di Liberazione, insieme ai Gonfaloni delle città decorate di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Questi ultimi furono poi stabilmente inseriti nelle ultime sfilate del 1983-89. Nel 1977, la parata fu sostituita da una cerimonia in Piazza Venezia, con una Brigata costituita da 43 compagnie in rappresentanza di tutte le Forze ed i Corpi armati e non dello Stato. Una parata di dimensioni ridotte si svolse, invece, il 19 giugno a Milano, in occasione del Raduno Nazionale dei Carristi. Negli successivi, motivi di opportunità legati alla necessità di ridurre i consumi (ricordiamo il cosiddetto periodo dell'Austerity) suggerirono la sospensione della manifestazione. La sfilata fu ripristinata, nel 1983, sull'itinerario Aventino-Porta S. Paolo. Nel 1984 la parata si svolse di nuovo in via dei Fori Imperiali, ma nel 1985 fu di nuovo spostata e tenuta tra via dei Cerchi e le Terme di Caracalla. Nello stesso periodo la data della Festa Nazionale della Repubblica veniva spostata dal 2 giugno alla prima domenica di giugno. Nel 1989 la parata fu sostituita da una Mostra Storico Rievocativa in Piazza di Siena e nel 1990 e 91 tornò in Piazza Venezia. Sospesa, dal 4 giugno 2001, la parata è nuovamente di consuetudine su via dei Fori Imperiali e costituisce inequivocabile simbolo di aggregazione Nazionale, come indicato dal Ex-Presidente della Repubblica, dott. Carlo Azeglio Ciampi.
 
L'anno successivo, nel 1947, ci fu la Costituente e fu stilata la Costituzione Italiana, recentemente modificata dall'ex-governo Berlusconi. Ora come tutti ben sanno l'articolo 1 della Costituzione recita:
 
  • L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

  • La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

Beh sinceramente e personalmente a me l'unica espressione corretta qui mi sembra "L'Italia ..."! Fino ad Italia ci siamo, ed esageriamo inseriamo anche l’articolo come semanticamente corretto, ma non spingiamoci oltre.

 

... è una Repubblica democratica ...” ? Scusate ma non è un’oligarchia finalizzata allo sfruttamento del popolo e gestita sempre dai soliti personaggi, solo sempre più demagogici? Sono più di 10 anni che s’altalenano sempre e solo i soliti nomi (vedere per credere) e addirittura era stato proposto Andreotti, dico A N D R E O T T I alla veneranda età di 87 anni, alla presidenza del senato! Che, comunque, per quanto paradossale possa sembrare, almeno se fosse stato eletto avremmo potuto contare su una persona che davvero sa (o almeno si suppone che sappia) cosa significhino davvero Repubblica e Costituzione avendo vissuto e preso parte alla lora stessa creazione.

 

Ma poi, “... fondata sul lavoro.” Dico L A V O R O !!! Avete sentito bene, lavoro. Molti della mia generazione (1977) non sanno neanche cosa significhi essere “dei lavoratori” non avendo mai avuto la benedizione di un lavoro (ma avendo un percorso di studi invidiabile). Flessibilità berlusconiana o stabilità prodiana? Siamo in un’unica barca ... quella dell’Italia che affonda! Non vorrei sembrare qualunquista, ma le elezioni passate sono state più che chiarificanti, oserei dire catartiche. Finalmente il popolo italiano si è reso conto di aver riposto il proprio futuro nelle mani di un’oligarchia travestita da repubblica democratica (per di più imperfetta), mettendo le redini del nostro bel Paese in un paio di mani (sinistra e destra appunto) ormai troppo vecchie e stanche (e aggiungerei “bucate”) per poterlo condurre verso un’effettiva Rinascita!

 

Ed ecco svelato anche l’altro paradosso “La sovranità appartiene al popolo " ah ah ah "… che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Si, una Costituzione che ricordiamolo deriva dallo Statuto Albertino (vedere per credere) che assicurava solo alcuni diritti sociali, tra questi, i grandi esclusi erano: il diritto al lavoro, alla previdenza sociale, all’assistenza e all’istruzione !!!

 

Non aggiungo altro eccetto riaffermare la mia fede:

 

PROUD OF BEING @ ANARCHIST @

 

 

 

p.s.: e va beh che fu composto nel 1847, ma almeno la prima strofa dell'Inno di Mameli la nazionale italiana potrebbe ricordarselo.

 

5/31/2006

"La Sfilata dei Turchi": tra storia & leggenda.

 
Anche quest'anno è arrivata la festa patronale, e come ogni anno Potenza si è mobilitata per festeggiare il suo protettore San Gerardo e celebrare nel migliore dei modi l'avvenimento. Immancabile l'invasione del centro città, colmo di gente fino a tarda notte, immancabili le bancharelle di dolciumi vari ed "eventuali" ed IMMANCABILE la "solita", suggestiva e spettacolare sfilata dei Turchi. Ogni anno aspetto questi giorni per fare bisboccia e soprattutto per prendere il mio Ktm e scorazzare per il centro di Potenza schernendo le macchine bloccate nel traffico ed anche quest'anno il rito si è ripetuto come sempre con una piacevole aggiunta: la visione della sfilata con Lieze e dal suo balcone proprio sul percorso della parata. E come sempre nella galleria del "Viaggio del NOUS" ho raccolto alcune testimonianze fotografiche di questo sempre gradito avvenimento. 
 

LA LEGGENDA

La leggenda vuole che proprio un miracolo di San Gerardo permise ai potentini di respingere l'attacco dei Turchi che avevano risalito il fiume Basento fino a Potenza. Per tale motivo nel mese di maggio si tiene la rievocazione di tale episodio con una sfilata in costume. La festa si svolge la sera del 29 maggio, precedente alla giornata dedicata alla celebrazione di San Gerardo e rappresenta un evento esemplificativo della forte commistione in Basilicata tra il sacro e il profano. La sfilata prende le mosse dalla Cattedrale e, al seguito di araldi e bambini vestiti da angeli, ci sono gli schiavi turchi che trainano la galea sulla quale ci sono tre bambini, uno dei quali rappresenta il Santo. Il corteo è seguito da giannizzeri e da saraceni che scortano, a loro volta, la carrozza in cui si trova sdraiato il Gran Turco. Chiude la sfilata, dopo il passaggio dei nobili, degli arcieri e degli sbandieratori, il tempietto di San Gerardo.

2

Il 29 maggio, giorno in cui si celebra la festa del Santo Patrono, le strade della città sono affollate di gente che si appresta ad assistere alla caratteristica Sfilata dei Turchi. Tutto sembra fermarsi per prender parte a questa manifestazione che, tra storia e leggenda, rappresenta la principale espressione della cultura popolare di Potenza. La tradizione fa risalire questo avvenimento al 1111 quando un gruppo di Turchi guidati dal Gran Turco approda alle sponde del mar Ionio per poi inoltrarsi nei boschi della Basilicata e giungere a Potenza. Il provvidenziale intervento di S. Gerardo che invia una schiera di angeli ad illuminare la città permette ai soldati potentini di difendersi e mette in fuga gli stranieri spaventati dalla soprannaturale apparizione. Il leggendario evento si è radicato nell'animo del popolo potentino che ne ha fatto una rituale manifestazione caratterizzata da un corteo in cui figurano vari personaggi tra cui i Turchi, i soldati, il Gran Turco portato in carrozza e infine un carro con la statua di S. Gerardo.

 
E c'è di più! Quest'anno mi sono anche concesso qualche vezzo culturale, e mi sono documentato un po' sull'origine di questa sfilata che rallegra le strade potentine e che da vent'anni a questa parte è stato sempre motivo di grande attesa e divertimento.  
 

LA STORIA

 

Il più antico cronista potentino, l'arcidiacono Giuseppe Rendina che a metà del '600 scrisse la «Istoria della città di Potenza» non fa cenno della manifestazione popolare che si tiene in città il 29 maggio e che è comunemente denominata sfilata dei Turchi; e lo stesso silenzio tengono tutti coloro che misero mano, per continuarlo, a quel manoscritto, fino al 1780.

Tace anche il Viggiano, autore, nel 1805, delle «Memorie della città di Potenza» e Bonaventura Ricotti, nel saggio sul capoluogo lucano scritto nel 1845 nell'Enciclopedia dell'Ecelesiastico.

Raffaele Riviello, in «Usi e Costumanze della città di Potenza», da una dettagliata descrizione della sfilata dei Turchi che «approdati ai lidi dello Ionio; si spinsero poi conquistatori sino alle nostre contrade.

Riviello ricorda anche un fatto che potrebbe essere ricollegato alle origini della tradizionale sfilata: nel 1148, come è riportato dal Viggiano, il normanno Ruggero II ricevette a Potenza, in visita, Ludovico di Francia che, ritornato dalla crociata, era in quei frangenti stato catturato dai Saraceni e liberato poi appunto dai Normanni.

Giacomo Racioppi in «Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata», fornisce una interpretazione che sarà poi accettata dal Tripepi nel 1882 (in Curiosità storiche di Basilicata): l'interpretazione si rifà ad una leggenda beneventata del secolo VII contenuta in un manoscritto che sarebbe stato reperito nell'archivio della Cattedrale. 
Secondo tale manoscritto, Valeriano, preside di Cartagine, avrebbe tradotto da Adrumeto in Africa a Roma dodici fratelli cristiani martirizzandoli durante il percorso.

Durante il tragitto per mare, racconta il Racioppi e poi il Tripepi, essendo sopraggiunta una tempesta, Valeriano incita i cristiani a farla cessare per intercessione del loro Dio; al che, dopo le preghiere dei martiri, la tempesta effettivamente si placa e molti soldati si convertono.

Ciò nonostante, non si placa l'ira di Valeriano. Quando, «reclito navigio tandem venerunt in civitatem Potentiam», qui Valeriano, il 2 settembre avrebbe fatto decapitare quattro dei dodici fratelli: Oronzio, Onorato, Fortunanziano e Sabiniano.

Dal che, secondo i nostri autori, Oronzio fu protettore della città fino al 1120, prima cioè che il protettore fosse il vescovo Gerardo da Piacenza: secondo questa interpretazione, nella fantasia popolare che dette origine alla sfilata Valeriano è trasformato nel Gran Turco, persecutore dei Cristiani.

Francesco Cappiello, in un articolo del 1927 su «Basilicata nel mondo», non presta fede a questa interpretazione che reputa non calzante rispetto alla simbologia espressa dalla manifestazione popolare.

Una originale versione ci viene fornita da Mario Brienza, autore di un opuscolo edito nel 1955 a cura dell'Archivio Storico per le Calabrie e la Lucania: la sfilata potentina sarebbe da ricollegare alla battaglia di Vienna contro i Turchi il 1683.

Il Brienza trova strano il silenzio, su quella festa popolare, dei più antichi cronisti: gli sembra troppo forzata la versione di Racioppi e priva ugualmente di fondamento l'interpretazione secondo la quale la processione dei Turchi ricorderebbe il ritorno di uno dei conti Guevara, feudatari di Potenza, da qualche «scaramuccia», con ostentazione di trofei saraceni.

Il Brienza osserva il rituale Barocco della Processione: «vestimenta esotiche, sgargianti, pacchianesche, bimbi che incedono a cavallo in piccoli abiti pontificali o in lillipuzziane armature angeliche, Mori e Turchi in fez e turbante, cavalli infestonati con campanelli e sonagli «Gran Turco» e deduce che la parata popolare sia nata appunto nel '600.

La notizia della battaglia di Vienna, dice il Brienza, arrivata a Potenza probabilmente nell'ottobre del 1685, avrebbe fatto nascere l'idea di un festeggiamento, poi collegato alla festa popolare cristiana del 29 maggio successivo.

Non si conosce pertanto con certezza il secolo di origine della manifestazione popolare.

Per ciò che concerne il medioevo, le feste dei patroni non venivano citate nella decretale di Gregorio IX come giorni festivi e comandati, anche se venivano osservati come tali e con riti non del tutto ammessi dalla chiesa ufficiale: caratteristica della festa popolare è infatti il suo carattere «profano» e liberazione, rilevatore di bisogni molto spesso trasgressivi, di esigenza di «rovesciamento dei ruoli», con collegamenti e preesistenze di riti pagani o magici. Già Raffaele Riviello nel 1894 lamentava una raffreddamento dell'antica consuetudine.

Negli anni '30 l'autorità ecclesiastica ridimensionò la festa, proibendo l'uscita dalle chiese delle dodici statue che seguivano la sfilata; pare che il Vescovo tentasse di sopprimere, ma senza riuscirci, anche la manifestazione stessa.

Nel 1957 la sagra dei Turchi perde definitivamente il suo carattere popolare: da manifestazione contadina, organizzata per lo più da «bracciali» e guardata con un certo disprezzo dagli altri ceti, diventa un episodio «organizzato» e pilotato, con sceneggiatura, costumi preconfezionati, regia.

Da quel momento in poi la sfilata perde il carattere, che doveva aver avuto, di trasgressione testimoniato da più fonti: il rumore assordante dei campanelli e dei tamburi, le grida dei partecipanti ed in particolare del «capo paranza» (Rutigliano ricorda i famosi «Fioravante e Zuzù» che organizzavano la manifestazione prima del 1915, le battute sagaci che i contadini si scambiavano fra di loro e rivolgevano agli spettatori.

Gli spettatori «non muovevano ciglio o labbro, quantunque nel passaggio la gente volesse bersagliarli con frizzi pungenti e con clamorose risate» (Riviello): si trattava evidentemente di un momento in cui, dietro lo schermo protettivo e mediato del rito «tutto era permesso» ed in particolare lo sfuggire alle angustie ed alle restrizioni di vita, di costume e di ossequio ai «galantuomini», della vita quotidiana.

Nel 1957 dunque proprio negli anni in cui radicalmente muta la struttura sociale ed urbanistica della città, la festa perde la sua ragione d'essere come manifestazione popolare, organizzata dalle contrade e dai comitati spontanei, e diventa quello che è oggi.

Nel 1957 Paolo Santarsiere, allora presidente del Comitato festeggiamenti del Santo Patrono, invitò Tonino La Rocca, a collaborare per la realizzazione della sfilata dei Turchi. Fu organizzata un'assemblea presso il Circolo Amici dell'arte e vi parteciparono alcuni cittadini noti per la loro sensibilità e la loro devozione presso San Gerardo. Su proposta del Dott. Gerardo Salinardi e dell'Avv. Giulio Stolfi, l'assemblea proclamò unanimemente di ambientare la sfilata nel 1100.

Con l'interessamento di Paolo Santarsiero, si riuscì ad avere un bozzetto molto bello e una relazione sui Turchi realizzati da Michele Spera e sulla scorta di tale bozzetto fu disegnato da Tonino La Rocca a colori l'intera sfilata su di un rotolo di carta lungo 12 metri.

Da allora la sfilata prese l'aspetto che ancora oggi vediamo, naturalmente il numero delle comparse era limitato per mancanza di fondi.

Nel 1967, la compagnia del Teatro Stabile «Città di Potenza», prese l'iniziativa di realizzare la sfilata artisticamente ed invitò il Comune a patrocinare la manifestazione; patrocinio che l'amministrazione di allora, capeggiata dal sindaco Franco Petrullo, concesse.

Ancora oggi l'amministrazione Comunale continua a finanziare la «Processione dei Turchi» che dal punto di vista progettuale ed organizzativo è passata all'Ufficio Cultura Comunale che, sulla scorta dei suggerimenti e delle indicazioni espresse dall'Amministrazione, ha elaborato un progetto che si rifà alla tradizione orale cittadina ed a ciò che hanno tramandato i nostri avi.

Tale progetto vuole dare alla «Processione» non solo una dimensione altamente spettacolare, ma soprattutto restituire questo patrimonio culturale al popolo. Questa favola ci è stata tramandata ed è nostro intendimento abbellirla ed a nostra volta restituirla al popolo che ne deve essere l'artefice principale.

 
 "Madò ciò na fame! Andiamo a mangiare qualcosa? Ok ... andiamo alla porchetteria." Ciò riso per 10 minuti di fila!
 
 
5/28/2006

Paesaggi lucani (IV): Nord-Est

 
Ultimamente sempre più spesso mi trovo in città o poco distante dalla stessa ad osservare (e consequenzialmente a fotografare) i paesaggi della mia terra e sempre più spesso mi meraviglio di come non abbia notato prima la bellezza della Lucania e mi rammarica l'inconsapevolezza di molti lucani (troppo spesso qualunquisti nei confronti della loro magnifica regione) e l'alone di ignoranza che ricopre le bellezze della Basilicata nel resto d'Italia. Fondamentalmente è questo lo scopo degli interventi vari sparsi nel mio blog, mostrare appunto come ci sia davvero molto di buono (almeno per quanto riguarda le risorse naturali) nella nostra regione e di quanto purtroppo manchi la consapevolezza di ciò ed il senso civico atto ed adatto a sfruttare in modo responsabile questa grande ricchezza!
 
DIARIO DI UN VIAGGIO: LA BASILICATA
 
Anche se non amo programmare un viaggio nei dettagli, bensì andare ‘alla ventura’, alla scoperta di nuovi luoghi e nuovi volti, cerco sempre qualche informazione sui posti che ho intenzione di visitare. Tuttavia, regolarmente, quello che imparo da un viaggio e quello che vedo sono sempre diversi dalle informazioni trovate, almeno in parte. Mettete la Basilicata, per esempio: ho cercato e trovato opuscoli e depliant sulle mete più “importanti” (siti archeologici, città di interesse storico, spiagge) e poi ho visto tutt’altro o quasi.
 
Allora, da turista “quasi per caso”, quale mi sento, vorrei raccontarvi quello che della Basilicata mi ha colpito e che forse non si trova sugli opuscoli e sulle guide turistiche.
 
Che fosse una regione bellissima, me l’avevano detto, ma non immaginavo che offrisse una così vasta pluralità di paesaggi, potrei chiamarla la regione dai mille volti: i boschi folti e verdi, le colline aride color oro, i campi di terra rossa e scura e i campi arsi dal sole e dagli incendi, le città bianche, i paesi arroccati, le città nuove, i resti di civiltà antiche, le spiagge di sabbia morbida e lucente, la costa a picco sul mare, l’acqua limpida dei fiumi (la regione ne è ricchissima) e quella verde e azzurra del mare… volete che continui?
 
Sono arrivata la prima sera a Potenza che già era buio ed aveva appena smesso di piovere; senza casa e senza cibo, io turista ne cercavo disperatamente un surrogato. Chiedo informazioni a un passante, il quale, dopo un improvviso e presto risolto vuoto di memoria, comincia a fare un elenco degli alberghi e agriturismi della zona, addirittura telefona lui a un suo vecchio compagno di scuola per prenotarci una stanza e raccomandandoci come fossero due suoi vecchi amici… tra un po’ ci invitava pure a cena a casa sua! Questo mi piace della gente del Sud (non vorrei generalizzare, ma le esperienze avute me lo confermano): che ti darebbe il cuore. Sono così gentili e ospitali, ma soprattutto lo fanno con una naturalezza ancestrale che in altre parti d’Italia si è persa completamente.
 
Ho incontrato altra gente così: una signora, fra i vicoli del centro storico della cittadina di Senise, ci si è rivolta con un: “ma chi sono questi bei ragazzi?” con un fare quasi materno: aveva paura che ci perdessimo e non trovassimo più il vicolo giusto per uscire da quell’intrico di strade, ma non eravamo mica a New York! (Per inciso, a Senise sono famosi e buonissimi i peperoni!!!) Secondo me, la stessa signora, in altre parti d’Italia, sarebbe stata considerata un po’ “toccatella”, o quantomeno un tipo singolare.
 
Un’altra cosa che mi ha colpito molto di alcune località (quelle che ho visitato) della Basilicata è la gran quantità di bar, ma non sono riuscita a farmene una ragione: sicuramente sono luoghi di ritrovo per (uomini) giovani e meno giovani, ma perché così tanti? Boh! Forse hanno tutti tanta sete, con il caldo che fa!
 
E poi sono andata, ovviamente, da brava turista, a vedere i Sassi di Matera e la città vecchia, che è stupenda; ma la cosa che più ricordo è la luce: la luce del sole, che batte, si specchia e si riflette sulle case bianche, sulle strade, sui tetti piatti, è una luce intensa, accecante, che non ti puoi togliere dagli occhi. È la luce del Sud ed è magnifica.
 
Per quello che riguarda le tradizioni culinarie, la cucina lucana è ricca, squisita e anche economica, che volete di più? Con così tanti ambienti naturali, si spazia dal pesce ai funghi, alla carne di agnello, alla pasta tipica rigorosamente fatta a mano, all’abbondanza di verdura e frutta (soprattutto in estate).
 
Insomma, forse non sarà la Basilicata che vi aspettavate, ma vi piacerà sicuramente se vorrete passarci le vostre prossime vacanze (io ve lo consiglio). Il bello di un viaggio è scoprire quello che i libri e le guide turistiche non possono dire; questo è stato il mio viaggio, forse il vostro sarà diverso, chissà che non scopriate qualche altro aspetto di una regione ancora così misteriosa e vergine al turismo?
 
FIORA
 
 
Pochi giorni fa Lieze mi ha postato le impressioni di viaggio provate da una ragazza (suppongo del nord) in visita in Basilicata. Ho trovato opportuno mostrarvele in questo intervento per avallare quanto detto sopra.

 

(altre foto inerenti a questo intervento)

5/14/2006

I Trulli di Alberobello

 
1° Maggio 2006, festa dei lavoratori, la giornata sembra abbastanza bella, così io Lieze e Wim decidiamo di andare a visitare i Trulli di Alberobello in Puglia. Il viaggio ci porta ad attraversare paesaggi che ignoravo potessero esistere così belli in Basilicata: davvero uno spettacolo fantastico quello tra Tolve, Grassano e Matera. Purtroppo passato il confine tra Basilicata e Puglia i verdi paesaggi collinari in fiore da soleggiati sono diventati inzuppati ... un putiferio d'acqua! Fortunatamente siamo arrivati sani e sali (il marmittonzio è provvisto anche di remi per queste occasioni :-) e siamo arrivati ad Alberobello e abbiamo visitato in lungo e in largo questo caratteristico paesino, davvero molto carino, pranzato in un ristorante altrettanto caratteristico ed ugualmente "carino", per poi tornare a Potenza facendo tappa a Matera. Bella gita fuori porta, ed in queste occasioni rimango stupito di come a volte basti fare così pochi chilometri per ammirare fantastici paesaggi e luoghi storici!
 
 
 

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Fabio De Vivo

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Andrew Vanwrote:
ehi Fabio, salve mi chiamo Andrea.ques'tanno voleovo fare un viaggio estivo e magari trovare lavoro all'estero...mi sai aiutare? farò il 5 anno del liceo, quindi un lavoretto semplice..tu l'hai mai fatto? in ogni caso in nodo piu duro sarebbe l'alloggio... se mi sai aiutare ti ringrazio! ciao! Eire go Bràgh
June 6

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